Giorno del St Martin 2010

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Il Vangelo di me e di te

Al Saint Martin siamo convinti che esistono tanti vangeli quante le persone in questo mondo. Ognuno di noi vive delle esperienze significative che possono essere condivise per il bene degli altri. E' questa convinzione che spinge gli organizzatori del Saint Martin Day ad invitare alcuni dei beneficiari che serviamo così che possano condividere il loro vangelo con noi!

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Il Vangelo di Martin “il Gesù straniero”

Martin è nato muto e quindi non ha potuto raccontare il suo vangelo ma il suo papà lo ha fatto per lui.

Un giorno sono andato a trovare un mio amico che accoglieva degli ospiti. Quando sono arrivato ho capito che gli ospiti venivano da “L'Arche Kenya”  dove vivono persone con e senza disabilità  mentali in una comunità di amore, amicizia e fede.

Sono rimasto molto colpito da come queste persone erano in grado di celebrare la vita! La mia percezione della disabilità è cambiata ed ero desideroso di condividere con loro la mia vita in maniera profonda. Un paio di mesi più  tardi un operatore del Saint Martin è venuto a parlare alla nostra chiesa raccontandoci la storia di un bambino trovato in strada a Nyahururu. Un giovane lo ha portato al Saint Martin ed è stato accolto temporaneamente in uno dei centri dei bambini di strada dell'organizzazione. L'assistente sociale ha chiesto se qualcuno dava la sua disponibilità, si sentiva chiamato a dividere la propria vita con Martin.

Mi sono sentito entusiasta di prendere in affidamento Martin ma non ho dato disponibilità  prima di averne parlato con la mia famiglia. Mia moglie e i miei figli sono stati felici di accogliere Martin e di conseguenza ho chiesto al Saint Martin di poter procedere.

Finalmente Martin è arrivato in casa nostra e ha portato tanta vita.

Dall'inizio lo abbiamo considerato un regalo di Dio. Martin è stato una fonte di benedizione per la mia famiglia e per l'intero quartiere. La comunità Cristiana lo ha accettato al suo interno e ha fatto in modo che non gli mancasse mai niente.

Martin è una fonte di felicità, anche se non riesce a parlare comunica con noi e quando siamo tristi ci consola e ci fa sorridere. Seriamente lui è Gesù e prima che arrivasse in casa nostra non lo sapevamo. Le parole di Zaccaria sono le nostre “Ha visitato e redento il suo popolo” (luca 1,68)

 

Saint Martin Day

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Il Vangelo di Giovanni L'amore dona vita

Giovanni ha 8 anni e ha visto in televisione una persona che condivide con lui la sua unicità. Come Simona Atzori, Giovanni è nato senza braccia e durante il notiziario della sera in una emittente locale ha sentito che una ragazza come lui era venuta in visita in Kenya. Giovanni è rimasto ammirato da Simona e ha chiesto se poteva incontrarla.

I genitori gli hanno spiegato che non conoscevano Simona e che quindi non sarebbe stato possibile incontrarla. Giovanni insisteva e piangendo giurava che avrebbe smesso solo dopo aver incontrato Simona.

I genitori hanno fatto di tutto e sono riusciti a contattare il Saint Martin. Sono venuti a Nyahururu per la giornata del Saint Martin e Simona ha incontrato Giovanni. Durante le celebrazioni i genitori e Giovanni sono stati invitati a condividere il proprio vangelo. Nonostante Giovanni sia troppo piccolo per dire più del suo nome, la sua presenza è stata molto significativa. Giovanni ha sorriso per tutto il tempo non mostrando, neanche per un attimo, segni di frustrazione. Dalla sua espressione era chiaro che è un bambino profondamente felice. Un bambino pieno di vita. Ma cosa rende Giovanni così felice?

 

Saint Martin Day

I suoi genitori hanno raccontato.

“Quando Giovanni è nato, eravamo devastati, non riuscivamo a capire perchè Dio aveva deciso di darci un bambino senza braccia. Piano piano ho cercato di accettare Giovanni per come era e adesso posso dire di amarlo molto. Se potessi chiedere un regalo a Dio non esiterei nel chiedergli di regalarmi Giovanni. E' stupendo ed un dono speciale nella nostra famiglia”.

La madre ha aggiunto che Giovanni ha aiutato la famiglia a rimanere unita e a scoprire il potere dell'amore. Dalla condivisione è apparso chiaro che Giovanni è felice perchè è profondamente amato. L'amora l'ha trasformato in un essere umano completo. La sua felicità non è data dal non avere braccia. L'amore è così potente che ci fa accettare le persone per quelle che sono. In un paese dove la disabilità è ancora considerata una punizione divina questo messaggio ha un peso molto importante.

In tutti i contesti nei quali si è trovata Simona sapeva che la domanda più frequente sarebbe stata “come hanno reagito i tuoi genitori?”.

Nell'interesse a sapere la reazione dei genitori c'è la paura inespressa che in caso Dio mi desse un bambino senza braccia non riuscirei ad accettarlo facilmente. Simona ha sempre detto che lei è riuscita ad essere ciò che è grazie al fatto di essere stata tanto amata.

I suoi genitori l'hanno amata e questo le ha dato vita e forza.

E' incredibile come lo stesso vangelo sia stato condiviso con le stesse parole da persone di diversa etnia, nazionalità, livello economico, età e religione. L'amore è un linguaggio universale. Non conosce barriere. L'amore riempie tutti gli abissi creati dall'odio e dalla divisione. Questa è la bellezza dell'amore.

 

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