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Il dipinto di San Martino di Tours

Leggi la spiegazione del quadro

 

 


Saint-Martin-paintingSono stati dipinti molti quadri su San Martino di Tours. E molti descrivono l'episodio più famoso: l'incontro di Martino con un mendicante. Generalmente in questi quadri Martino viene raffigurato seduto a cavallo mentre, dall'alto, offre una parte del suo mantello al povero.

 

Il quadro che abbiamo nel salone-incontri del Saint Martin qui a Nyahururu (Kenya) raffigura lo stesso episodio, ma si capisce già al primo sguardo che c'e' qualcosa di diverso: c'e' qualcosa che lo rende prezioso per noi perché riesce bene a rappresentare lo spirito con il quale cerchiamo di lavorare.

Guardando il quadro si notano delle parole scritte. Sono citazioni della Bibbia, in inglese e in kiswahili, che fanno parte delle basi bibliche del Saint Martin, come ad esempio "Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date";  "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l'avete fatto a me". Queste parole sono la prima cosa che l'autore ha inciso sulla tela. Per lui erano come una preghiera: voleva essere ispirato dalle citazioni mentre creava l'opera. Allo stesso modo, noi dovremmo essere ispirati dal Vangelo nello svolgere il lavoro con i poveri.

A differenza di molti altri quadri, in questo Martino non e' seduto sul cavallo: e' inginocchiato mentre taglia e condivide il suo mantello con il povero. Sono entrambi inginocchiati allo stesso livello; sono uguali e si guardano negli occhi con amore.

Quando lavoriamo con i poveri dovremmo scendere dal piedistallo e stare al loro livello e, prima di ogni altra cosa, amarli per quello che sono e, con riconoscenza, ricevere il loro bene.

E'  interessante notare il modo in cui e' raffigurato il povero. Non ha un aspetto miserabile, non e' vecchio, magro e sporco. E' invece di aspetto sano e forte; e' un ragazzo giovane e bello ed e' la figura centrale del quadro.

Dobbiamo imparare a guardare il povero in maniera diversa.

I poveri non sono solo un problema, ma possono diventare un dono ed una risorsa e nella miseria troviamo spesso una dignità' che non speravamo.

E' il povero che può aiutarci a cambiare il nostro cuore: aumentando il nostro amore e facendoci crescere in solidarietà.

Martino ha aiutato il povero con il suo mantello, ma in quell'incontro il povero ha fatto qualcosa di più grande per Martino: lo ha aiutato a cambiare, ha aiutato la sua conversione.

Il cambiamento avvenuto in Martino e' visibile nella contrapposizione della parte scura del quadro con la parte chiara. Sulla sinistra si vede una parte del suo cavallo che sta nell'ombra e rappresenta il suo passato, il modo in cui viveva. Era abituato a considerarsi una persona importante e rispettabile. Ma l'incontro con il povero gli ha permesso di fare un'esperienza di umiltà; e' diventato una persona diversa, in grado di condividere con amore la sua vita con chi e' meno fortunato. Questo e' rappresentato dalla parte chiara del quadro, piena di luce, la parte che Martino ha di fronte.

Guardando attentamente i visi di Martino e del povero, ci rendiamo conto che sono la stessa persona. Questo per significare che non siamo ne' totalmente forti ne' completamente deboli. Ciascuno di noi può identificarsi con entrambi i personaggi. Possiamo identificarci con Martino quando desideriamo dividere il nostro mantello con il povero; ma possiamo anche identificarci con il povero stesso, anche se questo spesso e' più difficile da fare per noi. A volte ci accorgiamo che non siamo capaci, che abbiamo delle debolezze e che abbiamo bisogno di aiuto, che il nostro amore e' insufficiente, che non siamo capaci di aprire il nostro cuore agli altri, che abbiamo paura e costruiamo dei meccanismi di difesa per difenderci dal pericolo di essere feriti.

Il quadro non mostra il paesaggio nel quale è avvenuto l'incontro: l'episodio e' senza tempo, ad indicare che lo stesso può accadere ovunque e in tutte le circostanze.

Incontrando il povero abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa nella nostra vita e crescere in amore e in solidarietà.

Martino ha messo da parte la sua spada, la sua arma di difesa, non ne ha più bisogno nella sua nuova vita. L'arma di cui ha ora bisogno e' l'amore.

Nel quadro la spada diventa una croce (l'ombra per terra). Siamo chiamati a mettere in pratica il Vangelo del servizio, a seguire l'esempio di Gesù', che era pieno di amore per l'uomo.

Il viso del povero e quello di Martino sono auto-ritratti dell'autore. In questo modo ha preso parte anche lui all'incontro di Martino con il povero, ha preso parte al momento di condivisione.

 

Ognuno di noi può mettere il proprio viso prendendo così parte a questo incontro, facendo esperienza dell'amore fra i due, diventando parte attiva dell'episodio

 

Questo quadro è stato dipinto specificatamente per il Saint Martin CSA da Giovanni Canova di Padova

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